martedì 11 novembre 2008

San Martino

A Venezia è tradizione festeggiare S.Martino , ecco il dolce tipico che viene preparato in questa ricorrenza, ne abbiamo acquistato uno piccolino da mangiarci stasera , ma veramente io l'ho già gustato (mmmmhhhmmm!!!!) e qui merita un ringraziamento per l'ospitalità a Marino e Luigina dell'Agriturismo Il Girasole dove si è svolto il corso, che ce ne avevano preparato uno gigantesco insieme a tanti assaggi di mille bontà!







E questa è la leggenda di questo Santo che fin da piccoli ci narravano le nostre nonne:



Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore."Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto."Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce. San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.


La nebbia agli irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

6 commenti:

Elena ha detto...

Ha un aria davvero invitante questo dolce..mammaaaa che fameeee!
Baci Elena

Lara ha detto...

Anche da noi si festeggia S.Martino! E' il patrono del cittadina qui vicino e c'è pure la fiera :P

Slurp.... buono il dolce!!!

Baciotti Lara

pam ha detto...

Il dolce sembra essere delizioso, mangiane un pezzettino anche per me, grazie per averci ricordato l'estate di s.martino...e la poesia di Carducci oggi cade proprio a fagiolo da noi c' un po' di nebbia...UFFAAAAAAAAA!
Bacioni Pam

Camilla Fedrigotti Curti ha detto...

Cara Cri, mi sta venendo fame a vedere il dolce...a quest'ora e con questo freddino/nebbia mi sta venendo voglia di un cappuccino caldo e un fetta di dolce....vai a casalecchio che è festa oggi??

Cris ha detto...

Si è vero ha ragione Camilla anche qui vicinissmo a Bologna, a Casalecchio si festeggia S.Martino credo che le scuole e i negozi siano chiusi, è tradizione mangiare castagne e vino nuovo.... o era x S.Luca?? Camilla aiutami!!! ^_^
Però qui da noi niente dolcetto che io sappia :o(
Cris *_^

Alessio ha detto...

Ciao cri!!!
Complimentoni per questo post!!
Hai descritto la nostra tradizione perfettamente!!!!
A presto alessio